Santo del giorno 24 maggio: Santa Amalia

News del 24/05/2024 Torna all'elenco delle news

Sant' Amalia martire di Tavio fa parte di un gruppo di martiri trucidati ad Alessandria d'Egitto durante la persecuzione di Decio, avvenuta nella metà del III secolo Tra i martiri figuravano due uomini, Epìmaco ed Alessandro, e tre donne: Mercuria, Dionisia e Ammonaria. Quest'ultimo nome, di origine germanica e dalla forma insolita, è stato nel tempo traslitterato in Amalia.  I nomi erano un chiaro e, probabilmente, voluto rimando a tre divinità pagane estremamente importanti all’epoca: Mercurio, Dioniso ed Amon, rispettivamente il dio del commercio, il dio del vino e il dio egizio del sole. Le tre donne cristiane avevano volutamente scelto quei nomi pagani proprio a celare una fede completamente diversa. 

Purtroppo, delle loro vicende si conosce ben poco. Il Martirologio Romano riporta scarne informazioni: la prima donna, Ammonaria, dopo atroci tormenti, fu uccisa con la spada; le altre due, per timore che il loro esempio incrollabili incitasse il giudice alla conversione, vennero decapitate.

L’agiografia della santa è piuttosto particolare e offre il ritratto di una donna forte e caparbia nella fede, che ha manifestato la propria forza d’animo fino all’ultimo respiro

Ma il martirio di sant’Amalia è chiaramente illustrato da diversi martirologi che spiegano come la sua tempra d’animo abbia risparmiato dai tormenti le altre due. Il giudice, infatti, malgrado gli inauditi tormenti e l’uso del gladio, vide sant’Amalia spegnersi beatamente in Cristo e, temendo di riscontrare la stessa costanza anche nelle altre due donne, scelse di tagliare loro la testa senza infliggergli ulteriori sofferenze. Santa Amalia è l’esempio di una martire a cui Dio ha dato la forza di sostenere fino all’ultimo la battaglia della fede contro il male. 

Santa Amalia, insieme a San Lorenzo e Santa Barbara, è la patrona dei minatori.

 

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E’ festeggiato oggi un gruppo di Martiri caduti nella persecuzione di Decio, sulla metà del III secolo, e messi a morte ad Alessandria, in Egitto. Si tratta di due uomini, Epìmaco ed Alessandro, e di tre donne, Mercuria, Dionisia e Ammonaria. Proprio quest’ultimo nome, di insolita forma, è stato poi scambiato con quello più usuale di Amalia.

Vale la pena di notare come, invece, i nomi originari delle tre donne di Alessandria: Mercuria, Dionisia e Ammonaria – corrispondessero a quelli di altrettante divinità pagane: Mercurio, Dioniso e l’egiziano Ammone. Per coincidenza, o per voluta simbologia, le tre donne cristiane avevano nomi pagani, quasi a mascherare una realtà spirituale del tutto diversa.

Sul loro conto, però, oltre ai nomi, si conosce ben poco. il Martirologio Romano dice delle tre: ” La prima di esse, dopo aver superato inaudite specie di tormenti, colpita col gladio, finì beatamente la vita. Le altre poi, vergognandosi il giudice di essere superato dalle donne e temendo che, se avesse usato contro di loro gli stessi tormenti, sarebbe stato vinto dalla loro incrollabile costanza, furono decapitate subito “.

Ammonaria, dunque, avrebbe sopportato le torture con tanta fermezza da far vacillare lo zelo dello stesso giudice. Un accenno a una vera e propria crisi di coscienza da parte di un funzionario imperiale non è molto frequente nelle storie dei Martiri. Basterebbe, da solo, a costituire titolo di alto elogio per Sant’Ammonaria – cioè per la nostra Sant’Amalia.

Ma il breve vacillamento della coscienza del giudice fu subito superato, nella maniera più spiccia e definitiva. Per non correre rischi, egli si sbarazzò subito delle altre due donne cristiane, facendole decapitare. E’ la risoluzione della viltà, quando la coscienza fa sentire la sua scomoda voce, e non si ha il coraggio dì darle retta. Quando il compromesso non basta più a celare la verità, e gli accomodamenti morali mostrano le corde. Meglio sopprimere la causa del turbamento, come fece il giudice di Alessandria, che affrontare l’intima lotta perché prevalga la verità.