5 maggio: San Leo (Leone) eremita, compatrono dell'arcidiocesi reggina - bovese

News del 05/05/2020 Torna all'elenco delle news

sec. XI/XII

Martirologio Romano: In Calabria, san Leone, eremita, che si dedicò alla contemplazione e alle opere di bene per i poveri e morì ad Áfrico presso Reggio nel monastero da lui stesso fondato.

Nativo di Bova, o più probabilmente di Africo (Reggio Calabria), Leo (Leone, Leonzio) fin da giovane si ritirò in una capanna, presso Africo, sulla via di Polsi, dove raffinava la resina che estraeva dai pini dell’Aspromonte. Sentendosi attirato da una vita di più intenso fervore, si diede alle pratiche dell’ascetismo proprie degli asceti greci di quel tempo: anacoretismo, penitenza, digiuni prolungati, contemplazione e lavoro manuale. La resina che lavorava veniva venduta a Messina e il ricavato distribuito ai poveri. Fondò un monastero, forse quello dell’Annunziata presso Africo, di cui divenne egumeno e che fu arricchito di donazioni da parte dei Normanni e degli Svevi.

Anche oggi sulla strada tra Africo e Polsi si trova un cumulo di pietre detto «croce di san Leo», perché, secondo la tradizione, egli vi aveva innalzato una croce, presso la quale visse per tre anni. Gli storici calabresi, come il Martire ed Elia D’Amato, ne indicano la morte al 5 maggio del 500, ma essa deve essere posticipata, perché il santo visse tra l’XI e il XII secolo.

I bovesi s’impossessarono a viva forza delle sue reliquie, gli dedicarono una chiesa e lo proclamarono patrono, celebrandone solennemente la festa al 5 maggio con una processione durante la quale si canta una canzone in dialetto calabrese, che ne magnifica gli episodi più salienti della vita. Le ossa attualmente sono custodite nella cattedrale di Bova; Una reliquia insigne è venerata ad Africo.

Autore: Francesco Russo su www.santiebeati.it

 

La storia di San Leo su www.africo.net

 

San Leo, un santo moderno di Rocco Palamara su www.corrierelocride.it