31 maggio: Festa della Visitazione della B.V. Maria a Santa Elisabetta

News del 30/05/2019 Torna all'elenco delle news

 La tua visita, Signore, ci colma di gioia

Alla fine del mese di maggio il nuovo ordinamento liturgico propone la festa della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta. La contempliamo nel secondo mistero del gaudio, nel Santo Rosario; però in questo giorno conclusivo del mese mariano il ricordo dell'incontro delle due mamme acquista un valore tutto particolare e anche un invito pressante di volgere lo sguardo verso la Madre di Dio non tanto con atteggiamenti sentimentali, quanto con l'impegno di imitare il suo esempio di fede e di amore. L'angelo le ha preannunciato che anche la sua cugina, Elisabetta, attendeva un bambino... Maria va ad aiutare in questo frangente la sua parente portando nel grembo il Figlio di Dio: Sotto l'impulso dello Spirito Santo, Elisabetta saluta con tono profetico Maria: "Beata te che hai creduto!...". Maria risponde con il cantico di ringraziamento e di lode a Dio. I Bambini nel grembo delle madri si salutano e dimostrano la loro gioia di questo primo incontro, in attesa di altri... Tutta la scena si configura nei sogni che due mamme hanno per l'avvenire dei loro bimbi. Purtroppo un grave presentimento pervade l'animo di Maria a cui è stato annunziato che il suo Gesù sarà il salvatore del mondo... Elisabetta da parte sua capisce che in questa opera di salvezza sarà associato inevitabilmente il suo bambino, il precursore. La croce e la spada si stagliano dinanzi allo sguardo... e nonostante questo Maria eleva il suo cantico di lode e di benedizione... E' il cantico del "Magnificat"... E' il canto della maternità spirituale della Madonna verso tutta l'umanità, generata nel dolore... Potrebbe essere il nostro cantico di lode nella considerazione dei tanti ricevuti, in particolare dopo la celebrazione eucaristica e la comunione al Corpo e Sangue di Gesù. Questo incontro di mamme mi fa pensare a tante, a tutte le mamme, ai loro sogni di un avvenire fantastico per i figli, ai quali vorrebbero risparmiare ogni angoscia, amarezza e delusione... Non è stato così per Maria né per Elisabetta... forse non sarà così nemmeno per i loro bambini... E' importante però che ogni mamma li accompagni con il suo irrepetibile affetto nella vita e li affidi ogni giorno alla bontà del Signore e alla protezione della Mamma celeste. Non si sentiranno più soli nel seguire la propria strada... C'è l'affetto della mamma che li segue...e sostiene... 


Visitati da Maria

La Visita di Maria ci colma della gioia: della gioia della vita.
"Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio seno".

Maria ci visita, come è stata prima lei visitata dal germe della vita.
Ci visita e ci propone l'accoglienza dei germi di vita, di speranza e di pace.

Lei che è stata vista e considerata nella sua vita, diventa in nome di Dio e con la sua autorità offerta a noi della proposta della vita da accogliere, promuovere e esprimere.

"CHE COSA STAI ACCOGLIENDO COME GERME DI VITA OGGI?" 
Questa è la domanda che suscita la visita di Maria in noi, oggi, adesso.
Cosa sono in grado di rispondere? Cos'è il germe della vita oggi per me?

Maria ci guarda, ci considera e ci visita con gli occhi e lo sguardo di Dio.
Affinché anche noi impariamo a visitarci a vicenda con questo stile, con questo spirito e con questa modalità, che fa crescere nella Chiesa ogni occasione di vita che Dio propone proprio attraverso Maria.

GRAZIE E GRAZIA.
Occasione della conclusione del mese di Maggio, per esprimere il nostro grazie a Maria, e per essere visitati così dalla grazia di Dio. 

Omelia di don Luciano Sanvito 


Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo

La Vergine Maria oggi ci è data a noi come vero modello di evangelizzazione, di missione. Ella oggi insegna a tutti noi come si opera la salvezza nei cuori, come si illuminano le menti, come si canta la gloria del Signore, come si proclamano le sue grandi opere, come si diviene profeti dell'Altissimo.
Questa obbedienza prontissima, immediata, senza ritardi e perdite inutili di tempo, fa sì che Ella sia colmata di Spirito Santo e nello Spirito Santo, per sua opera divenga Madre di Dio, Madre del Figlio dell'Altissimo, Madre del Redentore e Salvatore nostro.
Con lo Spirito Santo nel cuore e con Cristo Gesù nel suo seno Verginale, Maria entra nella casa di Zaccaria e riversa sulla cugina Elisabetta tutto lo Spirito Santo e la grazia del Figlio che portava nel suo grembo. Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, vede il mistero di Maria e lo canta. Il bambino, santificato dalla grazia di Cristo, avverte la presenza del suo Salvatore e Signore, ed esulta di gioia nel grembo della madre.
Maria vede i prodigi che si compiono per suo tramite e loda e benedice il Signore. Tutto quanto avviene in Lei e per Lei è opera del suo Dio. È Dio che sta facendo grandi cose in Lei e per Lei. È Dio il suo Signore, il suo Creatore attuale. Il Signore l'ha creata perché per mezzo di Lei e in Lei si facessero cose stupende, cose che in nessuna creatura prima furono fatte e mai saranno fatte per il futuro.
Nello Spirito Santo, che è la sua perenne luce, la Vergine Maria vede l'opera di Dio nella storia e la profetizza. Vede anche la sua opera nella storia dell'umanità e la proclama. Tutto avviene per la misericordia del nostro Dio. Tutto dalla sua infinità carità. Tutto dalla eterna pietà per l'uomo. Tutto dal suo amore infinito.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, insegnaci ad obbedire come hai obbedito Tu. Anche noi vogliamo compiere la nostra missione con la potenza dello Spirito Santo e la grazia di Gesù Signore, con la sua luce e la sua verità. Angeli e Santi di Dio, otteneteci l'umiltà del cuore e dello spirito per fare sempre le cose gradite a Dio. 

Omelia del Movimento Apostolico - rito romano 
 

La visitazione della Beata Vergine Maria


L'"Ave Maria", la preghiera con cui salutiamo ed invochiamo la Vergine, iniziata dall'Angelo Gabriele, è oggi proseguita e completata da Elisabetta. La prescelta da Dio per essere la madre del Signore, colei che concepirà il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, ha saputo dal messo divino che anche Elisabetta, che tutti dicevano sterile, è ormai prossima alla maternità. La Madre di Dio, che si era professata "la serva del Signore", ora la vediamo salire in fretta verso la montagna per raggiungere la sua parente e diventare la sua serva. Splende l'umiltà di Maria, brilla di luce vera nel suo cuore purissimo l'amore del Signore; è piena di grazia, lo Spirito Santo è sceso su di lei, la potenza dell'Altissimo l'ha adombrata, ora sollecita e quasi ignara della sublime dignità a cui Dio stesso l'ha innalzata, deve testimoniare lo stesso amore ad Elisabetta, deve prestare a lei quegli umili servizi di cui ogni mamma ha bisogno prima del parto. Proprio da questa testimonianza è della completa disponibilità di Maria, proprio nel dare gratuitamente amore, anche ciò che è arcano, velato nel mistero e chiuso nel segreto del cuore, si svela in un incontro di due anime votate a Dio e illuminate dallo steso Spirito. Al saluto di Maria esulta il bambino nel grembo di Elisabetta. Lei, piena di Spirito Santo, riconosce nella giovane parente "la madre del Signore" e la proclama "benedetta fra tutte le donne" perché ha creduto alla parola del Signore. Esplode in un canto di lode e di ringraziamento la vergine Maria: canta e magnifica il Signore, esulta in Dio salvatore, perché ha posato il suo sguardo di compiacenza sulla sua povertà. Ora più nulla può nascondere Maria e la sua "beatitudine" dovrà essere proclamata nei secoli futuri. La misericordia divina sta per espandersi sul nostro mondo per tutti coloro che, con la stessa umiltà di Maria, accoglieranno i doni di Dio. L'incarnazione del Verbo viene a cancellare la superbia degli uomini e ad esaltare gli umili. La grande promessa di salvezza definitiva ed universale, scandita da Dio sin dal principio, ora si compie, sta per nascere nel grembo della vergine Maria. I motivi della gioia vengono lanciati dal quel canto a tutta l'umanità, l'esultanza di Maria si trasferisce alla Chiesa del suo Bambino, che ancora ogni giorno al calar del sole, con le stesse parole, con la stessa gioia canta il suo "Magnìficat". Abbiamo imparato da lei e ci verrà confermato da Cristo stesso che i privilegi divini non vengono dati per una personale esaltazione, ma per la gloria di Dio e per l'edificazione del nostro prossimo. Maria, la benedetta fra tutte le donne, la Madre del Signore, prima del suo Gesù, insieme a lui, portato in grembo, sale la montagna per essere la serva di Elisabetta e la nostra serva, assumendo così il suo ruolo di Madre della Chiesa, prima ancora che il suo Figlio, morente sulla croce, la proclamerà tale.
 
Omelia dei Monaci Benedettini Silvestrini


Ha rimandato i ricchi a mani vuote


Nell'Antico Testamento, la visita di Dio era di vera salvezza, ma anche di severo giudizio sull'uomo peccatore. Dio visita Abramo e gli porta la lieta notizia del figlio che sarebbe nato a breve. Dio visita la città di Sodoma e annunzia per essa il castigo.

Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!». Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». Come ebbe finito di parlare con Abramo, il Signore se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione (Gen 18,16-33).

Oggi la Beata Trinità, presente tutta in Maria, si reca a visitare la Elisabetta per recarle il conforto della santificazione del suo bambino ancora nel suo grembo. Il saluto di Maria inonda di Spirito Santo quella casa. Il suo canto di lode a Dio è rivelatore del giudizio di Dio sopra ogni uomo. Veramente il Signore è il Giudice Sovrano.

Noi tutti cristiani siamo adoratori di un falso Dio, un falso Cristo, un falso Spirito Santo. Adoriamo uno Spirito Santo fuori di noi e non in noi, come era nella Vergine Maria. Adoriamo un falso Cristo, perché Cristo non è concepito in noi come era concepito nella Vergine Maria. Adoriamo un falso Dio perché Lui non è il nostro Giudice così come viene cantato oggi dalla Vergine Maria. Noi adoriamo un Dio privato della sua eterna e divina verità. Adoriamo un Dio fatto e pensato dalla mente dell'uomo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci adoratori del vero Dio. 

Omelia del Movimento Apostolico - rito romano 


Il Magnificat della vita

La festa della Visitazione è la festa del Magnificat, celebrata dai Francescani fin dal XIII secolo. Papa Bonifacio IX la introdusse nel calendario universale della Chiesa e papa Clemente VIII (1608) ne compose i testi liturgici. Con la riforma liturgica in seguito al Concilio Vat. II, la festa che veniva celebrata il 2 luglio, è stata anticipata al 31 maggio, a conclusione del mese dedicato a Maria, anche per armonizzarla con la memoria degli avvenimenti del Vangelo lungo l'anno liturgico, collocandola tra l'Annunciazione del Signore (25 marzo) e la nascita di S. Giovanni Battista, 24 giugno. I testi liturgici offerti alla nostra riflessione ci portano ad ammirare lo spirito di carità di Maria verso la sua parente in attesa di un bambino, ma anche il desiderio di diventare missionaria del suo Signore. La sua presenza nella casa di Elisabetta rende vera la profezia di Sofonia: "Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente". L'incontro tra Maria e Elisabetta ha tutto il clima di un gioioso incontro profetico, dove lo Spirito del Signore opera e annuncia il grande evento, la lieta notizia: Elisabetta è piena di Spirito Santo e saluta in Maria la Madre del Salvatore: "Beata te che hai creduto...". Giovanni Battista nel grembo esulta per questo incontro e Maria, confusa dinanzi a un saluto così eccelso e vero, nella sua umiltà non può che rivolgere lodi all'onnipotente Dio, intonando il suo "Magnificat" in cui afferma il proprio nulla, loda la misericordia di Dio che l'ha voluta scegliere come madre del suo Cristo "per la sua umiltà", proclama le sue grandi opere, in pieno adempimento con le promesse fatte ai Padri. In ognuno di noi Dio fa opere grandi. Riconoscerle, significa lodare il Padre della misericordia che non cessa di chiamarci a collaborare alla nostra e altrui salvezza. 

Testi dei Monaci Benedettini Silvestrini 
tratti da www.lachiesa.it

Liturgia della Festa della Visitazione 31 maggio


"Maria ci insegna a ringraziare di più, e con cuore più affettuoso, il Signore per tutto quello che ogni giorno ci dona. ..il ringraziamento si fa benedizione, cioè certezza che Dio accompagna, segue e aiuta a superare ogni difficoltà presente.

il Magnificat ci permette di cogliere lo stile di Dio nella nostra vita. Lui sta dalla parte dei piccoli, dei fragili, degli umili e degli affamati. Ma sa anche rovesciare i troni dei potenti e dei prepotenti, mette in confusione chi si sente sicuro e superbo, lascia a mani vuote i ricchi. Ogni giorno, nei nostri paesi, come cristiani, siamo chiamati a delle scelte coraggiose. Ebbene, la meditazione di questo cantico ci aiuta a compiere bene questa scelta. ....mettiamoci dalla parte della gente con il cuore semplice e lemani pulite....rifiutiamo i sentieri scivolosi del male, le scorciatoie che facilmente ci fanno precipitare nel fango.
Questo è il Magnificat: un inno al coraggio e all'onestà di vita". (Mons. Giancarlo Maria Bregantini, in "La casa di Elisabetta", 2009)

Note sull'immagine:

Soggetto poco rappresentato nell’arte, nonostante le prime manifestazioni in epoca tardo-bizantina, la Visitazione ha avuto maggior diffusione solo tra il XIV e il XVI secolo. Ampiamente descritto dal Vangelo di Luca, l’episodio narra della visita di Maria, in “stato interessante”, all’anziana cugina Elisabetta qualche giorno dopo l’Annunciazione.
Intrisa di simbologie, la raffinata opera di Lorenzo Lotto è il pannello maggiore dello smembrato Dittico della Visitazione. Originale, controcorrente e con una profonda ma inquieta spiritualità, l’antagonista di Tiziano non tradisce in quest’opera l’impronta della pittura nordica, sopratutto di Dürer. In un interno domestico, le due donne al centro sono affiancate dalla figura marginale di Zaccaria, che assiste dalla soglia, e da due donne, probabilmente Maria di Cleofa e Maria di Salomè.

Restituito con abilità fiamminga, ogni elemento raffigurato è metaforico, dal vaso panciuto che evoca la gravidanza della Vergine alla pergamena che allude al Vecchio Testamento e il necessaire da scrittura alla stesura del Nuovo, fino alla zucca, simbolo di salvezza e resurrezione.