Liturgia di Ordinazione Diaconale
Data evento 20/06/2009
"Rendo grazie a Colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù, Signore nostro, perchè mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al ministero"
(1 Tim. 1,12)
In Cattedrale sabato 20 giugno alle ore 19.00 Liturgia di Ordinazione dei diaconi Francesco Barresi, della Parrocchia Maria SS. di Porto Salvo di Cannitello, Mario Pensabene, del Santuario Maria SS. delle Grazie di Gallico Superiore e Rosario Surace, della Parrocchia S. Gaetano Catanoso di Reggio Calabria.
Momento centrale della Liturgia la imposizione delle mani di S. E. Mons. Vittorio Luigi Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova.
Tre diaconi saranno ordinati nella Basilica Cattedrale
testo di Enzo Petrolino (testo integrale)
Se tutti i cristiani sono chiamati a farsi servi dei fratelli che hanno accanto, nella Chiesa, però, alcuni vengono consacrati per mostrare pubblicamente quello che è il segno distintivo dei rapporti dentro la Chiesa. Questi, sono i diaconi che, come dice la liturgia di ordinazione, vengono “consacrati per il servizio”, che esercitano in vari modi: prima di tutto, a favore del Vescovo, e delle necessità della Diocesi e delle parrocchie.
Vengono consacrati con un dono speciale dello Spirito Santo non per “fare” dei servizi, ma per “essere” con tutta la loro persona e la loro vita il segno pubblico della legge che fa vivere la Chiesa: chi vuol essere il primo si faccia servo di tutti.
In questo modo, i diaconi sono segno sacramentale tra i cristiani dell’esempio di Gesù “che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per tutti”.
Con l’ordinazione lo Spirito Santo rende il diacono presenza vivente di Gesù servo. Questa è la grazia sacramentale che riceve: essere figura, manifestazione nella Chiesa di Gesù, che è nostro Signore perché si è inginocchiato a lavare i piedi di tutti e ha dato la vita per non perdere nessuno.
Questo è il valore del diaconato permanente dentro la Chiesa, un dono di cui anche la nostra Diocesi gode ormai da molti anni. Ed è cresciuta in Diocesi la coscienza dell’importanza dei diaconi permanenti.
Il dono del diaconato si arricchisce grazie alla consacrazione di questi nostri fratelli che, dopo anni di seria e verificata formazione, giungono all’ordinazione accompagnati dalla moglie e dai figli che hanno condiviso il loro cammino. Entreranno a far parte della comunità dei diaconi permanenti rendendosi disponibili al Vescovo per i servizi di cui la Diocesi potrà avere bisogno.
Con l’imposizione delle mani e l’invocazione dello Spirito Santo sarà realizzata nei diaconi una nuova, profonda e definitiva relazione con Gesù, abilitandoli ad essere, in modo particolare, segno e strumento del servizio di Gesù verso la Chiesa e del servizio della Chiesa nei confronti dell’intera umanità: Il modello per eccellenza è il Cristo servo, vissuto totalmente al servizio di Dio, per il bene degli uomini…La spiritualità del servizio è una spiritualità di tutta la Chiesa. Proprio perché tutta la Chiesa possa meglio vivere questa spiritualità di servizio, il Signore le dona un segno vivente e personale del suo stesso essere servo. Perciò, in modo specifico, essa è la spiritualità del diacono. Egli, infatti, con la sacra ordinazione, è costituito nella Chiesa icona vivente di Cristo servo (Ratio fundamentalis institutionis Diaconorum permanentium, 11).
Gesù Figlio di Dio ha interpretato e vissuto la sua esistenza e la sua morte come servizio per l’umanità, servizio vissuto con amore incondizionato. Lo ha detto agli apostoli che pensavano il suo e il loro futuro in termine di potere; lo ha proclamato nell’ultima cena lavando loro i piedi. E dice ancora oggi a noi che la pienezza eterna della vita umana la si costruisce considerando e vivendo l’esistenza come dono degli altri. I diaconi hanno il dono-compito di significare e ricordare questa verità di Gesù e di ogni esistenza umana con l’annuncio della Parola, nella celebrazione eucaristica e con la carità quotidiana.