29 agosto: Memoria del Martirio di S. Giovanni Battista

News del 28/08/2020 Torna all'elenco delle news

Giovanni il Battista è l’unico Santo di cui, nell’anno liturgico, si celebrano sia la nascita sia la morte, rispettivamente il 24 giugno e il 29 agosto. Una scelta che ne sottolinea la grandezza. "San Giovanni Battista, che hai reso testimonianza al Messia morendo per la verità, prega per noi!", scrive nel suo tweet il Papa. 

La celebrazione del martirio ha origini antiche

Giovanni è il cugino di Gesù, concepito tardivamente da Zaccaria ed Elisabetta, entrambi discendenti da famiglie sacerdotali: la sua nascita è collocata circa sei mesi prima a quella di Cristo, in coerenza con l’episodio evangelico della Visitazione di Maria a Elisabetta. La data della morte, invece, avvenuta fra il 31 e il 32, si fa risalire alla dedicazione di una piccola basilica risalente al V secolo nel luogo del suo sepolcro, Sebaste di Samaria: in quel giorno, infatti, sembra sia stata ritrovata la sua testa che Papa Innocenzo II fa traslare a Roma nella chiesa di San Silvestro in Capite. La celebrazione del martirio ha origini antiche: è già presente in Francia nel V secolo, a Roma in quello successivo.

Ultimo profeta e primo apostolo

Dopo la giovinezza, Giovanni si ritira a condurre vita ascetica nel deserto. Indossa una veste di pelli di cammello e una cintura sui fianchi; si ciba solo di locuste e miele selvatico. Intorno al 28-29, durante l’impero di Tiberio, iniziano la sua vita pubblica e la sua predicazione. Si sposta, quindi, sulle rive del Giordano, nelle vicinanze di Gerico, e predica la conversione annunciando la vicinanza del regno messianico, invita alla penitenza e inizia a praticare il battesimo con acqua per purificare gli uomini dal peccato. La sua fama si diffonde e in molti arrivano da tutte le parti del regno di Israele per ascoltarlo.

La missione del “Precursore”

Iniziano a chiamarlo il Messia, ma lui li mette in guarda: il Messia è già tra loro e mentre lui, Giovanni, battezza con acqua, Egli battezzerà con Spirito Santo e fuoco. Giovanni, cioè, è solo il Precursore di qualcuno di cui non si ritiene neppure degno di allacciare i calzari. Un giorno è proprio questo qualcuno, Gesù, a presentarsi a lui al Giordano per essere battezzato. Inizialmente Giovanni rifiuta, ma poi obbedisce, perché lui, oltre a essere l’ultimo grande profeta dell’Antico Testamento, è il primo apostolo di Gesù che lo seguirà fino alla morte, prefigurando con le proprie sofferenze e il proprio martirio, proprio la Passione di Gesù.

“Una lampada che arde e risplende”

Giovanni non è tenero nelle parole. Ne ha per tutti. Si scaglia spesso contro i farisei ai quali rinfaccia le loro ipocrisie, inoltre è inviso ai sacerdoti, perché con il suo battesimo perdona i peccati, rendendo inutili i sacrifici espiatori che si fanno a quell’epoca al Tempio. Ovvio, quindi, che critichi anche la condotta del re d’Israele, Erode Antipa, il figlio di quell’Erode il Grande autore della strage degli innocenti, che vive con la moglie del fratello Filippo, Erodiade, pur essendo il loro un matrimonio regolare e fecondo: una pratica contraria alla legge giudaica. Erode, dunque, imprigiona Giovanni nella fortezza di Macheronte, sul Mar Morto, ma non lo odia: parla con lui e quei discorsi lo turbano. E poi teme che ucciderlo, data la sua fama, possa provocare una sommossa. Arriva il compleanno di Erode e durante la festa, la figlia di Erodiade, Salomé, intraprende una danza in onore del re che ne resta ammaliato e le concede di chiedergli qualunque cosa, fosse pure la metà del regno. E lei, consultatasi con la madre, chiede la testa di Giovanni. Erode non vorrebbe, ma non può rifiutare: ormai ha fatto una promessa. Così il Battista muore, da martire. Non un martire della fede - perché non gli viene chiesto di rinnegarla - ma un martire della verità, sia perché non ha mai mancato di difenderla, sia perché per la Verità che è Gesù, lui è vissuto ed è morto. I discepoli di Giovanni, saputo del suo martirio, ne recuperano il corpo per seppellirlo.

Tratto da www.vaticannews.va.it (articolo di Roberta Barbi)

 

Giovanni sigilla la sua missione di precursore con il martirio. Erode Antipa, imprigionatolo nella fortezza di Macheronte ad Oriente del Mar Morto, lo fece decapitare. Egli è l'amico che esulta di gioia alla voce dello sposo e si eclissa di fronte al Cristo, sole di giustizia: 'Ora la mia gioia è compiuta; egli deve crescere, io invece diminuire'. Alla sua scuola si sono formati alcuni dei primi discepoli del Signore. (Mess. Rom.)

La celebrazione odierna, che nella Chiesa latina ha origini antiche (in Francia nel sec. V e a Roma nel sec. VI), è legata alla dedicazione della chiesa costruita a Sebaste in Samaria, sul presunto sepolcro del precursore di Cristo. Col nome di "Passio" o di "Decollatio" la festa compare già alla data del 29 agosto nei Sacramentari romani, e secondo il Martirologio Romano tale data corrisponderebbe al secondo ritrovamento della testa di S. Giovanni Battista, trasportata in quell'occasione nella chiesa di S. Silvestro a Campo Marzio, in Roma. A parte questi riferimenti storici, abbiamo sul Battista i racconti degli evangelisti, in particolare di S. Luca, che ci parla della sua nascita, della vita nel deserto, della sua predicazione, e di S. Marco che ci riferisce sulla sua morte.

Dal Vangelo e dalla tradizione possiamo ricostruire la vita del Precursore, la cui parola infuocata parve davvero animata dallo spirito del profeta Elia. Nell'anno 150 dell'imperatore Tiberio (27-28 d.C.), il Battista, che conduceva vita austera secondo le regole del nazireato, iniziò la sua missione, invitando il popolo a preparare le vie del Signore, per accogliere il quale occorreva una sincera conversione, cioè un radicale cambiamento delle disposizioni dell'animo. Rivolgendosi a tutte le classi sociali, destò entusiasmo tra il popolo e malumore tra i farisei, la cosiddetta aristocrazia dello spirito, dei quali rinfacciava l'ipocrisia. Personaggio ormai popolare, negò risolutamente di essere il Messia atteso, affermando la superiorità di Gesù che egli additò ai suoi seguaci in occasione del battesimo presso la riva del Giordano. La sua immagine pare dileguarsi in dissolvenza all'affermarsi "del più forte", Gesù. Tuttavia, "il più grande dei profeti" non cessò di far sentire la sua voce ove fosse necessario per raddrizzare "i tortuosi sentieri" del male. Riprovò pubblicamente la peccaminosa condotta di Erode Antipa e della cognata Erodiade, ma la loro prevedibile suscettibilità gli costò la dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto.

Sappiamo come andò a finire: in occasione di un festino svoltosi a Macheronte, la figlia di Erodiade, Salomè, avendo dato eccellenti prove di agilità nella danza, entusiasmò Erode, al quale, per istigazione della madre, domandò e da lui ottenne in premio la testa del Battista, mettendo così a tacere il battistrada del Messia, la voce più robusta dei banditori dell'imminente messaggio evangelico. Ultimo profeta e primo apostolo, egli ha dato la sua vita per la sua missione, e per questo è venerato nella Chiesa come martire.

Tratto da www.santi e beati.it (testo di Piero Bargellini)