17 novembre: memoria di S. Elisabetta d'Ungheria, patrona dell'Ordine Francescano Secolare

News del 16/11/2019 Torna all'elenco delle news

Elisabetta ha iniziato da sposa prima e da vedova poi, a dedicare la sua vita agli ultimi. E lo ha fatto da laica, non da religiosa. .. i santi non sono persone da guardare sopra i piedistalli. Sono persone che ci mettono davanti ad una sfida. Se ce l'hanno fatta loro, e se decidiamo di abbracciare la loro stessa spiritualità, ce la possiamo fare anche noi. Se non fosse una sfida, resterebbe un puro esercizio, ma gli esercizi si possono fare in palestra, mentre la vita di ogni giorno è fatta di concretezza. Francesco non era nato santo, ma si è messo alla "scuola della santità". Aveva dei sogni e il Signore lo ha aiutato a realizzarli. Come lui, possiamo farlo anche noi!».

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«[…] nella figura di santa Elisabetta vediamo come la fede, l'amicizia con Cristo creino il senso della giustizia, dell'uguaglianza di tutti, dei diritti degli altri e creino l'amore, la carità. E da questa carità nasce anche la speranza, la certezza che siamo amati da Cristo e che l'amore di Cristo ci aspetta e così ci rende capaci di imitare Cristo e di vedere Cristo negli altri.

Santa Elisabetta ci invita a riscoprire Cristo, ad amarLo, ad avere la fede e così trovare la vera giustizia e l'amore, come pure la gioia che un giorno saremo immersi nell'amore divino, nella gioia dell'eternità con Dio». 

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Incontrò > nella notte tra il 16 e 17 novembre del 1231 non senza aver prima detto ai presenti: <

La povertà assoluta era la sorgente della sua gioia. Un giorno dinanzi al crocifisso, si privò della sua corona regale, esclamando:<>.

Il segreto della gioia che Elisabetta provava nel servizio ai poveri lo rivelò lei stessa alla sua servitù, affermando: <>. Come Francesco d’Assisi vedeva Cristo in ogni povero, in ogni lebbroso, in ogni persona afflitta.

Il Papa Gregorio IX, grande amico di San Francesco, proclamandola santa disse di lei: <>.

Elisabetta si impone, perciò, a tutti i francescani come esempio luminoso di carità vissuta eroicamente. Le nostre opere devono lasciar trasparire l’amore di Cristo e la sua piena donazione a noi sulla croce È la carità

Ogni francescano ed in particolare i francescani secolari, seguendo l’esempio di santa Elisabetta, si prodighino con gioia e generosità nel servizio ai poveri, certi di seguire la via preferenziale tracciata da san Francesco per giungere alle vette della santità (P. Ciro Polverino, ass. Regionale OFS)

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S. Elisabetta su www.santiebeati.it